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Cultura post-digitale

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Occhialuto ricercatore di stimoli creativi. Leggo, scrivo, ascolto la radio e vado al cinema. Mi occupo di creare sogni dai bi-sogni (qualsiasi cosa questo significhi)


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09/05/2008

Miracoli della sconosciuta Internet

postato da: Simone Favaro | link | commenti

A volte la rete non è proprio quel pandemonio di pervertiti e quello strumento inutile che “chi ne sa” ci vuole far credere…

Due giorni fa durante il periodico check di Facebook mi trovo questo messaggio: 

ma ciao, ma sei tu??!! lontano compagno di avventure in Inghilterra... come stai? cosa fai di bello nella vita?? anche tu nel "circolo vizioso" di facebook?... Spero di risentirti presto! Ora scappo perchè... "escuceme ma ciò casino". Ciaooooo 

Ho sgranato gli occhi, avevo il sospetto ma non ne ero sicuro. Mi lancio a leggere il profilo e dal passato riaffiora tutto un mondo. Era P., la mia compagna di viaggio in Inghilterra con cui avevo condiviso la bellezza di 21 giorni tra Brighton e Londra... nel 1995! 

Detto fatto, rispondo al messaggio, ci scambiamo i vari indirizzi per instant messaging. Iniziamo a parlare di tutte le persone che erano con noi quell’estate. Lei mi dà l’indirizzo MSN di un’altra nostra amica e boom.. eccola in linea. Iniziamo a spulciare in rete alla ricerca di M., lo trovo su Linkedin, gli mando il contatto e ri-boom eccolo riagganciato… Paola risente Ma. e PataPum…

In poco meno di 2 giorni persone ai capi opposti dell’Italia, che non si sono più visti e sentiti per tredici (e dico 13) anni si ritrovano!!! 

Ma di questa Rete se ne parla poco, oserei dire niente. Ecco il vero potenziale inespresso. Ed ecco cosa si perdono tutti i marketers, i giornalisti e i cosidetti esperti della rete, quelli che “sono su internet”…

Questa è LA RETE….

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categorie:internet
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16/04/2008

Senza titolo

postato da: Simone Favaro | link | commenti
Spezzo il silenzio solo per un breve istante, per le elezioni politiche appena concluse. Non ho il titolo per fare analisi politiche, quindi darò solo il mio punto di vista da cittadino elettore. L'esito finale era scontato, ma non lo era la forbice con cui il PDL si è insediato alla camera e al senato. Personalmente la cosa non mi fa gioire ma, da elettore di sempre del centro sinistra, non sono proprio deluso. Innanzitutto finalmente si è fatta pulizia di partini. Anche se in un sistema democratico dovrebbe vigere la rappresentanza di tutte le fasce sociali, la maturità del nostro non è tale da consentirlo. Lo dimostrano gli ultimo 60 anni di politica in Italia e il numero di governi che si sono succeduti. In secondo Luogo sono stati "emarginati" i movimenti estremi e i vari fronti del "NO A PRESCINDERE". Sentire Fausto Bertinotti da Vespa, che stimo come intellettuale e persona, ma non come Politico, e Pecorario Scanio, mi ha fatto capire che era necessario tenerli fuori. In un contesto sociale ed economico delicato come quello che stiamo passando, la presenza di forze di estrema, e tra questi inserisco anche LA DESTRA, avrebbe comportato una instabilità pressochè uguale a quella avuta nella trascorsa legislatura. Con tutti i diffetti del caso. In sintesi, pur non gioendo per la vittoria del PDL, reputo che probabilmente assisteremo ad un governo un po' differente rispetto al Berlusconi 2001-2006. Spero solo che ci sia un lavoro di squadra tra Governo e Opposizione. Ora come ora non abbiamo bisogno di lotte intestine. Ci sono altre priorità.
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08/02/2008

Tribute band e la morte della musica

postato da: Simone Favaro | link | commenti

Se vi chiedete perchè la musica italiana è morta, è colpa delle Tribute Band che spopolano ormai nei pochi locali che ancora offrono musica dal vivo.

Da Vasco Rossi ai Queen, dai Pink Floyd ai Cold Play agli Oasis. La musica giovanile italiana ormai non è in grado di esprimere più nulla. Anche se alcune sono composti da validi "tecnici" della musica, le tribute band sono l'espressione totale della mancanza di creatività, capacità di composizione e innovazione: mancano di cultura, preparazione e basi della musica.

Sono i parassiti della musica. Oltre a sfruttareil lavoro di altri, spesso senza pagare i diritti d'autore, non attuano nemmeno lo sforzo di ripensare gli arrangiamenti. Prendono i pezzi, imparano gli spartitii (se sanno leggere la musica) e li ripropongono pari pari agli originali.

 

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categorie:varie ed eventuali
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15/01/2008

Sulla normalità di essere uomini nuovi

Nel mondo che cambia, nella tecnologia che si evolve, si ridefiniscono i concetti. Si profila la lotta per la tutela della cosidetta normalità in un epoca, la nostra, in cui trapianti, innesti e protesi permettono il recupero di situazioni e condizioni fino a poco tempo fa discriminatorie, curando l'uomo e migliorandolo.

Pistorius, l'atleta sudafricano "disabile" arrivato alla ribalta della cronaca per correre con protesi, non potrà competere a Pechino in quanto gli arti artificiali gli fornirebbero vantaggi nei confronti dei cosidetti "normo-dotati".

Se un tempo la lotta si svolgeva per l'uguaglianza dei diritti dei disabili ("diversamente abili", come piace a "quelli che ben pensano") nei confronti dei normo-dotati, il caso Pistorius sembra configurarsi come una lotta per la difesa dei normo-dotati nei confronti degli iper-dotati uomini nuovi.

Si assiste alla concretizzazione delle visioni di Asimov, di Gibson e della cultura cyberpunk. L'uomo "normale" diverrà una minoranza destinata all'estinzione.

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categorie:varie ed eventuali
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08/01/2008

Il Metodo Antistronzi

In questi “giorni vacanzieri” mi sono dedicato alla lettura del libro di Robert Sutton. “Il metodo Antistronzi - Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è”. Se l’avessi letto un po’ prima, sarebbe stato il mio regalo di Natale per moltissime persone, non solo colleghi, ma anche amici e conoscenti.
 
Gli “stronzi”, come sostiene Sutton, sono persone che pur essendo in gamba nel proprio mestiere hanno la capacità di demotivare e “distruggere” i propri collaboratori attraverso atteggiamenti aggressivi e squalificanti. Risultato: team demotivato, performance lavorative ai minimi storici, costi (misurabili) esorbitanti.
 
Pur essendo fortemente orientato a situazioni lavorative, il profilo dello stronzo-tipo è applicabile anche al di fuori. Gli psicologi europei lo definiscono “vampiro”, cioè colui che ha la capacità di succhiare le energie positive dalle persone. Io preferisco il termine, meno romantico, di “stronzo”, che identifica molto bene la persona.
 
Una delle caratteristiche dello stronzo, che aggiungerei alle esaustive note di Sutton, è quella del “sempre-impegnato”, ovvero colui che mette in secondo piano tutto e tutti perché dichiara mille più un impegno. Personalmente non do credibilità a questo tipo di persone. Mediamente o se la tirano o sono totalmente disorganizzati o sono egocentriche (vengono sempre prima loro degli altri).
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categorie:varie ed eventuali, angolo della marketta
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07/01/2008

Visioni futuriste

postato da: Simone Favaro | link | commenti
"Il cinematografo e' un'arte a se. Il cinematografo non deve dunque mai copiare il palcoscenico. Il cinematografo, essendo essenzialmente visivo, deve compiere anzitutto l'evoluzione della pittura: distaccarsi dalla realtà della fotografia, dal grazioso e dal solenne. Diventare antigrazioso, deformatore, impressionista, sintetico, dinamico, parolibero.
 
OCCORRE LIBERARE IL CINEMATOGRAFO COME MEZZO DI ESPRESSIONE per farne lo strumento ideale di UNA NUOVA ARTE immensamente più vasta e più agile di tutte quelle esistenti. Siamo convinti che solo per mezzo di esso si potrà raggiungere quella poliespressività verso la quale tendono tutte le più moderne ricerche artistiche."
 
Manifesto del Cinema Futurista
Milano, 11 Settembre 1916
F. T. Marinetti, Bruno Corra, E. Settimelli, Arnaldo Ginna, Giacomo Balla, Remo Chiti
 
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categorie:cinema e spettacolo
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04/01/2008

Orientati al cinema

postato da: Simone Favaro | link | commenti

In Italia il cinema orientale è appannaggio di un circuito ancora (ma sempre meno) ristretto. Snobbato dalla gran parte della c.d. intellighenzia, avvertito come minaccia dai massoni italiani e "censurato" dalle case di distribuzione che ne limitano la programmazione. Le produzioni asiatiche stanno proliferando in un underground di appassionati che ormai disertano le produzioni italiane e si sono stancati dei blockbuster occidentali (tutti "chiacchere e distintivo"!).

C'è un disperato tentativo di voler rilanciare il cinema italiano che, a partire dagli anni 80, ha iniziato un lento ed inesorabile declino che, oggi, lo porta ad essere un prodotto incapace di varcare i confini nazionali per mancanza di generi, stili, registi e attori.

Generi

Il cinema italiano non è più di genere. Quando non è nostalgico della "meglio gioventù", si propone con un non-realismo che rappresenta una nazione distante anni luce da quella attuale. Probabilmente limitato da un forzato perbenismo e dall'incapacità di essere critico, la rappresentazione dell'Italia che ne esce è totalmente priva di credibilità.  Il cinema cosidetto romantico o "drammatico" come "la bestia nel cuore" sono di una pochezza incommensurabile, infestata di stereotipi e luoghi comuni.

Fino agli inizi degli anni 80, invece, l'Italia è stato un luogo di proliferazione di generi. La commedia Sexy, il cinema horror italiano, il poliziesco e, precedentemente, lo spaghetti western sono ancora un riferimento per il cinema di Tarantino e Rodriguez. Il realismo influenza il cinema statunitense ed il cinema futurista di Marinetti degli anni 20 è fonte di ispirazione per il giapponese Shinya Tsukamoto in Tetsuo.

Stili

Il cinema non è più cinema, ma tv sul grande schermo. La presa diretta, il montaggio, le musiche sono chiaramente tratti dall'esperienza fiction. I film non vengono costruiti per la proiezione in sala, ma sono già prodotti per la diffusione televisiva. I cambi scena sembrano essere messi appositamente per poter inserire gli spot pubblicitari. L'assenza di dinamismo, la preferenza verso i primi piani a discapito di totali, campi lunghi e panoramiche non sono scelte narrative: nel piccolo schermo le scene troppo dinamiche si perdono, le panoramiche ed i campi lunghi non permettono di distinguere le persone e le azioni.

Registi

Ci si è dimenticati che quello del regista è un mestiere e non solo "tenere in mano" una camera da presa e dire "motore... azione".  Vedendo molte produzioni, soprattutto delle fantomatiche nuove leve del cinema italiano, si nota un dilettantismo non dato dalla purezza e dalla ingenuità buona, ma proprio dalla ignoranza dell'ABC del cinema. Il montaggio è un taglia incolla nudo e crudo. La costruzione narrativa è inesistente. Le riprese sono influenzate dal campo-controcampo, le carrellate sembrano dei cinescopi. Alcune produzioni indipendenti, che ovviamente non trovano finanziamenti blindati dai Baroni amici di Rutelli e Veltroni, presentano dei bravissimi registi. E' il caso di "Dark Resurrection" di Angelo Licata a cui va il merito di aver fatto stilisticamente un film degnissimo ma che, ahimè, pecca di un elemento fondamentale: gli attori

Attori

Probabilmente sarà dovuto al fatto che siamo in presa diretta, mentre un tempo venivano doppiati, però lo stile di recitazione del cinema italiano è un qualcosa di veramente imbarazzante: sempre forzato e quasi caricaturale... ma voi quando andate a prendere il caffè recitate sempre l'Amleto di Sheakspeare? "Caffè o tè, questo è il problema. Zucchero o latte forse. Sicuramente in tazza..."

Conclusioni

Se Marco Muller non ha mai premiato un film italiano a Venezia, forse, non è perchè è un esterofilo. Se fosse così, Berlino o Cannes vi avrebbero preso in considerazione ma, guardate un po', spesso nemmeno vi selezionano... quindi fate un po' voi!

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categorie:cinema e spettacolo
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14/12/2007

Formazione, occhio alla truffa

postato da: Simone Favaro | link | commenti

Vedendo l'enorme offerta formativa che oggi è presente nel paese mi è venuto il sospetto che non sia tutto limpido. Non parlo tanto dei Master riconosciuti, quanto dei corsi di formazione finanziati. Un business che a partire dal 2000 è andato via via incrementandosi. Ha visto la nascita (e la morte) di numerosi enti ed finanziamenti pubblici crescenti.

Pier Luca Santoro ha fatto una mini indagine su uno di questi corsi. I risultati dovrebbero quantomeno mettere la pulce nell'orecchio. Vi invito a prenderne visione, anche solo per avere dei parametri di valutazione di fronte alle migliaia di offerte che vi arrivano...

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06/12/2007

Murdoch punta su LinkedIN

postato da: Simone Favaro | link | commenti

Linked IN

Dopo rumors che si sono rincorsi durante l’estate, sembra che Murdoch abbia manifestato apertamente l’interesse per LinkedIN. Il che mi incute un po’ di timore. Quale potrebbe essere il piano di sviluppo del Social Network una volta entrato a far parte del Network del Media Magnate?
Tra i diversi strumenti di Social networking che ho provato, LinkedIN è quello che ad oggi è più semplice, immediato e, soprattutto professionale. Mi auguro solamente che Doppia M, se dovesse acquisirlo, non lo trasformi in un Inciucio Network.
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categorie:internet, comunicazione e pr
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27/11/2007

Lunga Vita al Contenuto

postato da: Simone Favaro | link | commenti
Ciò che accomuna tutti gli strumenti di comunicazione è il contenuto. In sua assenza, tutto è vano. Un’azione di e-mail marketing ha senso se questa trasmette valore aggiunto al proprio destinatario. Pensare di sfruttare l’e-mail marketing con la strategia del Postal Market non solo è inutile, ma può portare a dei danni di immagine enormi.
 
La casella e-mail è divenuta come la cassetta postale, un cestino di cataloghi, listini e volantini. Questi, rigorosamente, vengono cestinati. E’ falso pensare che sia a costo zero e che sui grandi numeri anche una risposta sotto il punto percentuale sia un successo.
 
Vedo l’e-mail integrata all’interno di un piano di trasmissione del valore. Il mio obiettivo, a prescindere dal mercato e dal target, è quello di fornire qualcosa in più che spinga il destinatario ad aprire l’e-mail e non premere il tasto DEL/CANC. L’e-mail marketing, per non diventare spam, deve essere pianificato come un prodotto. Diffidate da chi vi propone l’email marketing come sistema a se stante. Non esiste l’e-mail marketing, esiste il canale e-mail come strumento di marketing!
P.S. Notare che anche PostalMarket ha cessato la propria attività, come si legge sul sito italiano
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categorie:marketing, comunicazione e pr
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